lunedì 26 maggio 2014

VISITE GUIDATE SULLA VIA DELLA LANA





Dal 30 maggio al 9 giugno avrà luogo a Follina la Secolare Sagra di Pentecoste. La storia di questo paese ai piedi delle prealpi trevigiane è intimamente legata alla presenza di ordini monastici e religiosi, dai Benedettini, ai Cistercensi, che costruirono l'attuale monastero e l'abbazia, ai Camaldolesi ed infine ai Servi di Maria. 
Follina fu da sempre, fin dalle origini, centro di spiritualità mariana, ma anche centro produttivo nel settore tessile, grazie proprio alla presenza dei monaci che diedero impulso a questa attività.
Fra seicento e ottocento, fu uno dei più importanti centri di produzione tessile con vere e proprie industrie – Fadda, Tron-Stahl, Colles, Andretta, Paoletti le più importanti.

Il chiostrino dell'abate
Non sorprende quindi che il programma della manifestazioni verta proprio su questa antica ed importante tradizione produttiva.
In collaborazione con la Società Operaia di Mutuo Soccorso, Venetiae curerà le visite guidate su questo tema: un percorso sarà incentrato sugli antichi palazzi del centro storico che un tempo furono sede di opifici, mentre un secondo percorso riguarderà invece l'antico maglio e la località cartiera, dove erano presenti altre attività artigianali, che un tempo portarono lavoro e ricchezza al paese.
Ci sarà inoltre la possibilità di visitare il lanificio Paoletti, e di prender parte a tutte le altre attività culturali e sportive. Oppure semplicemente ci si potrà ristorare presso lo stand della Pro Loco, ascoltare musica, divertirsi al luna park.....tante tante possibilità di divertimento per tutti!
Per maggiori informazioni e prenotazione delle visite guidate potete contattare il seguente numero di telefono: 345.5866172, oppure consultare i seguenti siti: www.prolocofollina.itwww.laviadellalana.it


mercoledì 23 aprile 2014

25 APRILE, FESTA DI SAN MARCO, FESTA DEL BOCOLO



Il 25 aprile, festa del patrono San Marco, è tradizione offrire alle signore e alle giovani ragazze un bocciolo di rosa. Narra la leggenda che Orso I Partecipazio, che fu doge fra l'864 e l'881, avesse una bellissima figlia, dagli occhi così brillanti da essere chiamata Vulcana. Ella si innamorò perdutamente di Tancredi, un trovatore, affascinante e valoroso, ma purtroppo la differenza di classe sociale non permetteva  loro di coronare con un giusto matrimonio, l'amore e la passione che provavano l'uno per l'altro. 




Per meritare la sua mano ed ottenere il permesso del padre alla loro unione, il giovane Tancredi partì e andò lontano, a combattere i Mori con l'esercito di Carlo Magno. Le sue gesta di cavaliere ben presto diedero a lui fama in tutto il mondo.


Un giorno, alcuni cavalieri, guidati da Orlando, arrivarono a Venezia. Si recarono dal Doge e comunicarono alla figlia Vulcana, che il prode Tancredi era caduto valorosamente in battaglia. Prima di morire egli aveva colto una rosa, e aveva pregato Orlando di consegnarla alla sua adorata, come suo ultimo pegno d'amore.

la Fanciulla, presa la rosa, si ritirò nella sua stanza, con il cuore spezzato dal dolore. Il giorno dopo, il 25 aprile, giorno di San Marco, fu trovata morta con il fiore sul petto.

Dal quel giorno, ogni  25 aprile, si usa offrire un bocciolo di rosa alla propria amata,  a ricordo di quell'amore che unì per sempre, nella morte, Vulcana a Tancredi.

Quest'anno, una performace collettiva dipingerà in Piazza San Marco il bocciolo di rosa.  Sarà formato da circa1200 veneziani, coordinati da Elena Tagliapietra, con la partecipazione di Alberto Toso Fei per il racconto della storia.



 manifesto aprile 2014 una orsa per Venezia

sabato 5 aprile 2014

CORSO SUI BENI CULTURALI RELIGIOSI

Il Santuario di Monte Berico

Nel chiostro a Follina
Il 10 marzo ho iniziato un corso di formazione presso l'Istituto Superiore di Scienze Religiose Santa Maria di Monte Berico a Vicenza: Munus Docendi. Il corso, che per noi guide è finanziato dalla Regione Veneto, ha come obiettivo quello di preparare e di fornire a coloro che operano nel turismo culturale strumenti e competenze che permettano loro di comprendere appieno la complessità dell'arte e del patrimonio culturale religioso e di conseguenza sviluppare dei percorsi di fruizione che li valorizzino appieno. Le lezioni concernono diverse aree disciplinari, dalle tematiche legate alla teologia, alle forme devozionali, all'espressione del sacro anche in ambito non cristiano, come il ricco patrimonio ebraico presente nella nostra regione, al ricchissimo patrimonio di documenti, troppo spesso trascurato, presente negli archivi. Si approfondiranno aspetti della comunicazione e del marketing, della didattica e dell'utilizzo delle nuove tecnologie e altro ancora; un corso impegnativo e di alto livello, ma sicuramente coinvolgente e che mi darà la possibilità di migliorare le mie competenze ed di conoscere colleghi e colleghe, che altrimenti non avrei mai incontrato. Inoltre, mi sento legata personalmente a Monte Berico, il cui santuario è affidato ai Servi di Maria, proprio perchè l'abbazia di Follina è affidata allo stesso ordine religioso dal 1915.

La chiesetta di San Vigilio
Il percorso di studi prevede anche alcune uscite per visitare luoghi e monumenti significativi, e la prima escursione si è svolta proprio fra Soligo, Follina, Col San Martino e il Molinetto. Ho quindi atteso il gruppetto “a casa mia”, dove padre Ermenegildo Zoldan ci ha accompagnati nella comprensione profonda dei simboli e dei significati religiosi del chiostro e della chiesa. Per me è stata una conferma di quello che già conoscevo, grazie agli scritti di padre Ermenegildo e alle domande che spesso rivolgo a lui, quando ho qualche dubbio, qualche curiosità. Un grazie di cuore, poi, lo rivolgo al gruppo alpini di Soligo che ci ha ospitato e rifocillato per il pranzo, in un momento di piacevole condivisione, mentre nel pomeriggio eccoci a Col San Martino a visitare un piccolo gioiello – la chiesa di San Vigilio, che dall'alto del colle domina la piana del Quartier del Piave, e poi al Molinetto della Croda, uno dei luoghi più suggestivi della Marca Trevigiana.
E lunedì riprendono le lezioni a Vicenza.

Il Mulinetto della Croda





mercoledì 5 marzo 2014

PESCANDO....STORIE E LEGGENDE DI UOMINI E PESCI

Venetiae è lieta di invitarti
 
Marzia, Mariangela ed io, stiamo collaborando per portare avanti un progetto veramente interessante!

Un appuntamento da non perdere a Caorle!
Giusi



Si tratta del primo appuntamento di una serie di iniziative "teatralizzate" Pescando...Storie e leggende di uomini e pesci che CISET e Associazione MondoNovo organizzeranno nel corso del 2014 in varie località balneari del veneziano (oltre a Caorle, Bibione, Cavallino, Jesolo-Cortellazzo, l'isola di Pellestrina e di Burano, Eraclea) e che hanno come obiettivo la conoscenza attraverso la modalità del coinvolgimento dei sensi e dell'azione teatrale dei luoghi, delle loro attrattive culturali e naturalistiche ma anche e soprattutto della cultura del mare, del mestiere dei pescatori e delle storie e tradizioni locali conenssi a questo mondo.

Le iniziative sono rivolte ai residenti delle località e a tutti gli appassionati della cultura e le tradizioni dei luoghi di mare. Queste "passeggiate animate" sono adatte anche ad un pubblico di bambini.

Ti aspettiamo quindi per questa e le altre iniziative future che stiamo ideando.

mercoledì 26 febbraio 2014

PROSSIMI APPUNTAMENTI DA NON PERDERE!

DOMENICA 16 MARZO e DOMENICA 23 MARZO

Visita guidata all'antica abbazia e al centro storico di Follina.
Ritrovo: sagrato
Inizio visita: ore 15.00
Durata visita: 2h circa
Costo per persona:     7,00 euro fino a 20 persone; 5,00 euro dalle 21 alle 25 persone
Gruppo minimo 15 persone, necessaria la prenotazione entro il giovedì precedente.
Scopri l'itinerario nella pagina "Itinerari in Provincia di Treviso"

Il Follina
DOMENICA 6 APRILE

City Trekking a Venezia
Ritrovo:Conegliano ore 8:15; Ferrovia Venezia Santa Lucia ore 9:45
Durata visita: giornata
Costo per persona:  
37,00 euro fino a 20 persone da Conegliano
28,00 euro fino a 20 persone da Ferrovia
33,00 euro da 21 a 25 persone da Conegliano
24,00 euro da 21 a 25 persone da Ferrovia
Gruppo minimo 15 persone, necessaria la prenotazione entro il giovedì precedente. Il costo include visita guidata, eventuale biglietto ferroviario e vaporetto. Per pranzo in ristorante quotazione a parte.
Leggi l'itinerario su www.venetiae.it/city-trekking.php


Informazioni e prenotazioni: Giovanna Lorenzon  339.5096617   giovanna@venetiae.it

angolo veneziano

lunedì 10 febbraio 2014

TURISTE PER SCELTA

A volte Giovanna e io assaporiamo il gusto della fredda stagione andando alla scoperta di luoghi a noi sconosciuti. Domenica i pochi sprazzi di sole e la tanta voglia di girare ci hanno fatto arrivare a San Vito al Tagliamento, ridente cittadina della campagna friulana. Come siamo solite fare ci aggiriamo cercando tracce del passato più autentico, più genuino perché è il nostro modo di emozionarci. Alla ricerca di Pomponio Amalteo, uno dei nostri miti, genero di Pordenone, pittore e podestà di San Vito, sotto i portici della piazza, tra i palazzi gotico-rinascimentali, sotto la pioggia leggera  che si addensava come una nebbiolina  siamo giunte a ridosso della graziosa chiesetta dedicata ai Battuti e lì la grande sorpresa…una piccola corte ferma nel tempo. Un edificio semplice ma vissuto di fronte a noi, una scritta antica sulla facciata, un portone chiuso e luci alle finestre….mistero……..
 OSTERIA DI PAOLO
Giovanna incuriosita spinge il pesante portone e l’interno di questa casetta ci riempie di meraviglia! Massicci tavoli, pavimento in cotto e di fronte a noi un bancone, a sinistra dell’ingresso un focolare fumante.. un avventore chiacchera con l’oste e neppure si accorge del nostro imbarazzo…possiamo entrare, è aperto? Si certo accomodatevi! E’ la pronta risposta.

 
 

 CICCHETTI DEL FRIULI
Siamo rimaste incantate dall’eleganza di questo ambiente, semplice ma autentico, dove i sapori dei famosi vini del Collio hanno riscaldato il nostro corpo e reso scoppiettante la nostra conversazione. Gli stuzzichini di Paolo Martin ci  hanno fatto evocare i piatti della tradizione e lo splendido abbinamento tra vini e cibi ci ha ricordato che l’emozione è un’esperienza fisica e che passa attraverso i sensi
 

Grazie Pomponio! Grazie Friuli! Grazie Paolo
 
 
                                                               Alla prossima piacevole visita!

 

giovedì 6 febbraio 2014

ECCO IL CARNEVALE!



Ancora qualche giorno ed eccoci a carnevale! Colorati coriandoli, stelle filanti, maschere, e poi fritoe, crostoi e castagnoe – un tripudio di allegria e golosità; antico rito collettivo profondamente radicato nella tradizione veneta, ma che purtroppo si sta un po’ perdendo nella globalizzazione delle zucche illuminate e del “dolcetto scherzetto”.
La sua origine è antichissima, risale a preistoriche celebrazioni solstiziali che secoli e secoli dopo vennero codificati, ad esempio, nei Saturnalia dei latini e dei romani.

Al medioevo risalgono le prime forme documentate ed il nome stesso Carnevale, sembra derivi da “carnem levare”, cioè togliere la carne dalla tavola. In questo periodo di mezzo, fra Epifania e Quaresima, si capovolgono i rapporti gerarchici della società , si gode dei beni materiali come il cibo e bevande, ci si maschera. E la maschera è infatti un elemento essenziale del Carnevale. Fin dall’antichità questo oggetto assume un ruolo essenziale nei riti magici, per scacciare gli spiriti maligni, per assumere una personalità diversa.
In Veneto, il carnevale più famoso ed amato è certamente quello veneziano, dove appunto domina la maschera. La maschera veneziana è la Bauta, usata da uomini e donne indistintamente, “la maschera che ogni disuguaglianza agguaglia”. In Bauta si andava a teatro – la stagione teatrale iniziava ad ottobre - ci si recava al Ridotto, la prima casa da gioco pubblica aperta a San Moisé nel 1638, alle molte feste private, e ci si mascherava anche nei quindici giorni della festa della Sensa. Si trattava di un accessorio ampiamente utilizzato per mantenere in un certo qual modo l’anonimato, e non solo a carnevale!


Ma se parliamo di maschere non possiamo non pensare anche alle altre tradizioni carnevalesche presenti in Veneto.
Maschere in legno scolpito, elaborati costumi e copricapi riccamente decorati di nastri e ninnoli, caratterizzano il carnevale nel comune di Comelico Superiore. Il Corteo si svolge secondo uno schema ben preciso ed è sempre accompagnato dalla Musica – ovvero il gruppo dei musicisti – e il personaggio più rappresentativo, che apre e guida tutta la sfilata è il Matazìn, maschera sempre impersonata da un uomo, che porta un alto copricapo decorato, ed è preceduto dal Laké, sorta di banditore, che annuncia l’arrivo del Corteo. Sono maschere prestigiose, raffinate, portano un copricapo molto alto rivestito di velluto e adorno di nastri e altre decorazioni chiamato calòta. Entrambi procedono seguendo il ritmo della musica, ballando e saltando, facendo piroette. Il loro ballo è quasi un rito nuziale, propiziatorio, per immettere nel bianco dell'inverno i colori della primavera.
Le maschere si suddividono poi in Maskri da béla (maschere da bella) e Maskri da vécia (maschere da vecchia), le uniche che ancora usano i volti, cioè le maschere in legno.


Le maschere in legno sono ancora protagoniste a Sappada. Qui il carnevale si svolge le tre domeniche prima della Quaresima: la prima è la domenica dei poveri, alla quale segue la domenica dei contadini e la domenica dei signori. Il personaggio tipico del carnevale sappadino è il Rollat: impersonato da un uomo alto e robusto, veste con un pellicciotto scuro con ampio cappuccio e dei pantaloni a righe, e campanacci legati in vita – i Rollen . La sua maschera lignea è severa, con folti baffi ed ampie sopracciglia. Ha in mano una scopa con la quale spaventa i bambini, che invece si divertono a stuzzicarlo.

Ad ognuno quindi il suo carnevale, ciò che importa è divertirsi!